Governo Renzi

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RENZI CI METTE LA FACCIA..PER ORA ABBIAMO VISTO SOLO COMPROMESSI…NAPO DALEMA CONFINDUSTRIA SINDACATI NUOVO CENTRODESTRA TUTTI ACCONTENTATI….

P.R.

Su 16 ministri del Governo Matteo Renzi, 9 già nel Governo Enrico Letta D’altronde sono tempi di crisi: si rottama poco e si ricicla il possibile.(M)

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Matteo Renzi, presidente del Consiglio

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Sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio (Pd)

Economia, Pier Carlo Padoan, vicesegretario dell’Ocse

Lavoro, Giuliano Poletti di Legacoop

Sviluppo economico, Federica Guidi ex presidente dei giovani di Confindustria

Giustizia, Andrea Orlando (Pd)

Difesa,  Roberta Pinotti, già sottosgretario con Mario Mauro durante il governo Letta.

Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini (Scelta civica)

Riforme, Maria Elena Boschi (33 anni).

Affari Esteri, Federica Mogherini (ex diesse, resp.Affari internazionali nella segreteria Pd)

Interni, Angelino Alfano

Semplificazione, Marianna Madia (33 anni)

Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, (Scelta civica)

Sanità, Beatrice Lorenzin (Ncd)

Infrastrutture, Maurizio Lupi (Ncd)

Beni culturali, Dario Franceschini (Pd)

Politiche agricole, Maurizio Martina

Ambiente, Gianluca Galletti

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Roma28 febbraio 2014

Il Governo Renzi è al completo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla nuova squadra di sottosegretari e viceministri. Il numero totale dei componenti dell’Esecutivo sarà dunque di 62 membri: oltre ai 16 ministri ci saranno 35 sottosegretari (invece dei 47 del vecchio governo) e 9 viceministri (invece di 10). A comunicare le nuove nomine il sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio.

Completata la squadra del governo Renzi, ecco i nuovi viceministri e sottosegretari

Oltre ai 16 ministri ci saranno 44 sottosegretari di cui 9 viceministri

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9 Viceministri

Enrico Morando (Pd)Luigi Casero (Ncd) sono i nuovi viceministri all’Economia

Riccardo Nencini (Psi) è il nuovo viceministro delle Infrastrutture

Lapo Pistelli (Pd) è il nuovo viceministro agli Esteri

Filippo Bubbico (Pd) resta viceministro all’Interno

Antonello Giacomelli (Pd) è il nuovo viceministro allo Sviluppo con delega alle Telecomunicazioni

MINISTERO DELL’ECONOMIA

Enrico Morando (Pd)Luigi Casero (Ncd) sono i nuovi viceministri all’Economia, mentre i sottosegretari sono tre: conferma per Pier Paolo Baretta, al quale si aggiungono Giovanni Legnini (Pd)Enrico Zanetti (Sc).

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Enrico Costa e Cosimo Ferri sono i nuovi sottosegretari alla Giustizia. Il capogruppo alla Camera del Nuovo centrodestra era tra i papabili alla poltrona di viceministro.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

Riccardo Nencini è il nuovo vice ministro delle Infrastrutture. Sottosegretari sono stati nominati Antonio Gentile e Umberto Del Basso De Caro.

MINISTERO DEGLI ESTERI

Lapo Pistelli è il nuovo viceministro agli Esteri, mentre Mario Giro Benedetto della Vedova sono stati nominati sottosegretari. Il titolare della Farnesina Federica Mogherini: “Sono molto contenta, ottima squadra. Subito al lavoro”.

MINISTERO DELL’INTERNO

Filippo Bubbico resta viceministro all’Interno. E’ stata confermata per intero la squadra che ha già affiancato Angelino Alfano, con Gianpiero Bocci Domenico Manzione sottosegretari.

MINISTERO DELLO SVILUPPO

Antonello Giacomelli, deputato Pd, è il nuovo viceministro allo Sviluppo con delega alle Telecomunicazioni.

MINISTERO DELLE RIFORME

Ivan Scalfarotto è stato nominato sottosegretario al ministero delle Riforme e dei rapporti con il Parlamento.

MINISTERO DELL’AMBIENTE

Silvia Velo del Pd è stata nominata sottosegretaria all’Ambiente.

MINISTERO DEL LAVORO

Franca Biondelli (Pd)Teresa Bellanova (Pd)Luigi Bobba (Pd)Massimo Cassano (Ncd) sono i nuovi sottosegretari al ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

Tre i sottosegretari al ministero dell’Istruzione: Roberto Reggi (Pd), Gabriele Toccafondi (Ncd) e Angela D’Onghia (Pi).

MINISTERO DELLA DIFESA

Domenico Rossi e Gioacchino Alfano sono i sottosegretari alla Difesa.

MINISTERO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Angelo Rughetti è stato nominato sottosegretario alla Pubblica amministrazione.

MINISTERO DELL’AGRICOLTURA

Sottosegretari all’Agricoltura sono stati nominati Giuseppe Castiglione di Ncd e Andrea Olivero del gruppo per l’Italia.

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Luca Lotti e Marco Minniti sono stati nominati sottosegretari alla Presidenza del Consiglio. Le deleghe saranno attribuite nei prossimi giorni ma Lotti avrà la delega all’Editoria e Minniti sarebbe riconfermato ai Servizi.

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Chi si nasconde nell’ombra di Renzi

La destra repubblicana neocon e quella israeliana, l’Arabia Saudita, Morgan Stanley, Mediobanca, De Benedetti e Caltagirone. Dietro Renzi non c’è spazio per il Quinto Stato

di Franco Fracassi

Quando negli anni Ottanta Michael Ledeen varcava l’ingresso del dipartimento di Stato, al numero 2401 di E Street, chiunque avesse dimestichezza con il potere di Washington sapeva che si trattava di una finta. Quello, per lo storico di Los Angeles, rappresentava solo un impiego di facciata, per nascondere il suo reale lavoro: consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca. Ledeen è stato la mente della strategia aggressiva nella Guerra Fredda di Ronald Reagan, è stato la mente degli squadroni della morte in Nicaragua, è stato consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, è stato una delle menti della guerra al terrore promossa dall’Amministrazione Bush, oltre che teorico della guerra all’Iraq e della potenziale guerra all’Iran, è stato uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano. Oggi Michael Ledeen è una delle menti della politica estera del segretario del Partito democratico Matteo Renzi.

Forse è stato anche per garantirsi la futura collaborazione di Ledeen che l’allora presidente della Provincia di Firenze si è recato nel 2007 al dipartimento di Stato Usa per un inspiegabile tour. Non è un caso che il segretario di Stato Usa John Kerry abbia più volte espresso giudizi favorevoli nei confronti di Renzi.

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Michael Ledeen, una delle anime nere della destra repubblicana negli Usa, è uno dei consiglieri di Renzi.

Ma sono principalmente i neocon ad appoggiare Renzi dagli Stati Uniti. Secondo il “New York Post”, ammiratori del sindaco di Firenze sarebbero gli ambienti della destra repubblicana, legati alle lobby pro Israele e pro Arabia Saudita.

In questa direzione vanno anche il guru economico di Renzi, Yoram Gutgeld, e il suo principale consulente politico, Marco Carrai, entrambi molti vicini a Israele. Carrai ha addirittura propri interessi in Israele, dove si occupa di venture capital e nuove tecnologie. Infine, anche il suppoter renziano Marco Bernabè ha forti legami con Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures e, il cui padre, Franco, fino a pochi anni fa è stato arcigno custode delle dorsali telefoniche mediterranee che collegano l’Italia a Israele.

Forse aveva ragione l’ultimo cassiere dei Ds, Ugo Sposetti, quando disse: «Dietro i finanziamenti milionari a Renzi c’è Israele e la destra americana». O perfino Massimo D’Alema, che definì Renzi il terminale di «quei poteri forti che vogliono liquidare la sinistra».

Dietro Renzi ci sono anche i poteri forti economici, a partire dalla Morgan Stanley, una delle banche d’affari responsabile della crisi mondiale. Davide Serra entrò in Morgan Stanley nel 2001, e fece subito carriera, scalando posizioni su posizioni, in un quinquennio che lo condusse a diventare direttore generale e capo degli analisti bancari.
La carriera del giovane broker italiano venne punteggiata di premi e riconoscimenti per le sue abilità di valutazione dei mercati. In quegli anni trascorsi dentro il gruppo statunitense, Serra iniziò a frequentare anche i grandi nomi del mondo bancario italiano, da Matteo Arpe (che ancora era in Capitalia) ad Alessandro Profumo (Unicredit), passando per l’allora gran capo di Intesa-San Paolo Corrado Passera.

davide serra

Davide Serra, braccio destro di Renzi per l’economia, è considerato unp squalo della finanza internazionale.

Nel 2006 Serra decise tuttavia che era il momento di spiccare il volo. E con il francese Eric Halet lanciò Algebris Investments.
Già nel primo anno Algebris passò da circa settecento milioni a quasi due miliardi di dollari gestiti.
L’anno successivo Serra, con il suo hedge fund, lanciò l’attacco al colosso bancario olandese Abn Amro, compiendo la più importante scalata bancaria d’ogni tempo.

Poi fu il turno del banchiere francese Antoine Bernheim a essere fatto fuori da Serra dalla presidenza di Generali, permettendo al rampante finanziere di mettere un piede in Mediobanca.

Definito dall’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani «il bandito delle Cayman», Serra oggi ha quarantatré anni, vive nel più lussuoso quartiere di Londra (Mayfair), fa miliardi a palate scommettendo sui ribassi in Borsa (ovvero sulla crisi) ed è il principale consulente finanziario di Renzi, nonché suo grande raccoglietore di denaro, attraverso cene organizzate da Algebris e dalla sua fondazione Metropolis.

morgan stanley

La banca d’affari Morgan Stanley è considerata tra i responsabili della crisi economica mondiale.

E così, nell’ultimo anno il gotha dell’industria e della finanza italiane si sono schierati uno a uno dalla parte di Renzi. A cominciare da Fedele Confalonieri che, riferendosi al sindaco di Firenze, disse: «Non saranno i Fini, i Casini e gli altri leader già presenti sulla scena politica a succedere a Berlusconi, sarà un giovane». Poi venne Carlo De Benedetti, con il suo potentissimo gruppo editoriale Espresso-Repubblica («I partiti hanno perduto il contatto con la gente, lui invece quel contatto ce l’ha»). E ancora, Diego Della Valle, il numero uno di Vodafone Vittorio Colao, il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio e l’amministratore delegato Andrea Guerra, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera con la moglie Afef, l’ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori, il patron di Eataly Oscar Farinetti, Francesco Gaetano Caltagirone, Cesare Romiti, Martina Mondadori, Barbara Berlusconi, i banchieri Fabrizio Palenzona e Claudio Costamagna, il numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca, il patron di Lega Coop Giuliano Poletti, Patrizio Bertelli di Prada, Fabrizio Palenzona di Unicredit, Il Monte dei Paschi di Siena, attraverso il controllo della Fondazione Montepaschi gestita dal renziano sindaco di Siena Bruno Valentini, e, soprattutto, l’amministratore delegato di Mediobanca Albert Nagel, erede di Cuccia nell’istituto di credito.

Proprio sul giornale controllato da Mediobanca, “Il Corriere della Sera”, da sempre schierato dalla parte dei poteri forti, è arrivato lo scoop su Monti e Napolitano, sui governi tecnici. Il Corriere ha ripreso alcuni passaggi dell’ultimo libro di Alan Friedman, altro uomo Rcs. Lo scoop ha colpito a fondo il governo Letta e aperto la strada di Palazzo Chigi a Renzi.

Il defunto segretario del Psi Bettino Craxi diceva: «Guarda come si muove il Corriere e capirai dove si va a parare nella politica». Gad Lerner ha, più recentemente, detto: «Non troverete alla Leopolda i portavoce del movimento degli sfrattati, né le mille voci del Quinto Stato dei precari all’italiana. Lui (Renzi) vuole impersonare una storia di successo. Gli sfigati non fanno audience».

Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97552&typeb=0&Ecco-chi-si-nasconde-nell-ombra-di-Renzi

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brodi

Romano Prodi nuovo presidente dell’Iab

Niente posti nel nuovo governo Renzi? Ecco che per Romano Prodi si trova subito un’altra poltrona: il Mortadella è il nuovo presidente dell’International advisory board (Iab) di Unicredit. Si tratta dell’organo che si occupa di offrire opportunità di scambio in campo politico, economico e sociale, e di riflettere sulle prospettive in Europa e nei mercati internazionali. Un ruolo da professore, insomma. A rendere più curiosa la notizia, il fatto che Romano si prende il posto che fino ad oggi è stato del “campionissimo” delle poltrone, Giuliano Amato, il dottor Sottile. Dello Iab, per inciso, fanno parte diverse personalità di spicco del mondo politico ed imprenditoriale, tra i qualiJavier Solana, ex alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea, l’ex presidente della Polonia,Aleksander Kwasniewski, e l’ex ministro degli Esteri della Germania,Joschka Fischer. Al comitato partecipano anche presidente e a.d. di Unicredit, Giuseppe Vita e Federico Ghizzoni, il direttore generale Roberto Nicastro e gli a.d. delle principali banche del gruppo.

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