Pensieri dalla macchia.

KlarST

-Dividere gli elettori.

-La crisi è la mancanza  d’iniziativa!

-Sapere Aude.

-Guida  Pratica alla rivoluzione pacifica.

-Non pagare le tasse legalmente in 5 mosse.

aia fabbri pensieriPensieri d-alla macchia  La rivoluzione pacifica/riassunto.

Ormai conosciamo tutti la famosa frase dei Bankers del NWO

” Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti.”(link1)

I soliti che hanno finanziato il comunismo e il nazismo,  che fomentano guerre in tutto il mondo per poi intervenire “pacificando umanitariamente, e cosi appropriarsi dei governi non affiliati e delle risorse  naturali dei popoli. Sotto il solito motto di divide et impera favoriscono anche il multiculturalismo, l’omosessualità, la pedofilia, il “poliamore”, per citarne solo  qualcuna.(link2).

Dimentichiamo volentieri che il consumismo è il guinzaglio a cui siamo legati al potere. (Una  catena unitaria di bisogni prodotti   che si pone come nuova universalità con la dipendenza come fine e contenuto )

Non c’è potere senza consenso e collaborazione.

Un altra arma a loro disposizione è il consumismo (link3)

e la manipolazione attraverso stampa e televisione. (link4)

Ormai hanno il controllo totale delle materie prime,delle banche e dei governi e ora stanno mettendo anche mano sull’alimentazione attraverso gli Ogm, scie chimiche ecc.(linkComplottista?)             Il popolo completamente dipendente non reagisce. Tutto questo si rispecchia nel “Euromondialismo” e  in questa  crisi indotta.(link5) 

La sola  crisi è la mancanza d’idee e d’iniziativa!(link 6)

Però una via di uscita esiste! Ma bisogna svegliarsi! (link7)

Riprendersi quello che è nostro. Riprendersi la nostra identità!

“Non esiste niente maggiormente contrario alla poesia, alla filosofia e alla vita stessa che questa incessante smania per il business e il consumismo.” Henry David Thoreau

“Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso.” Lev Tolstoj.

codice a sbarre

SAPERE                     AUDE!

fiamma candela-crop

“Se lo schiavo non è in grado di prendere in mano la sua ribellione non merita di essere dispiaciuto per la sua sorte. Questo schiavo risponderà da solo della sua sfortuna se si sta illudendo che il padrone lo liberi. Solo la lotta libera “
Thomas Sankara
KlarST

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cambiamo

GUIDA PRATICA ALLA RIVOLUZIONE PACIFICA

La rivoluzione non deve essere armata per rivoluzione si intende infatti il cambio di regime politico. Se i cittadini si uccidono tra loro si parla di guerra civile ed è tutt’altro discorso. Come si può praticare una Rivoluzione senza violenza?

E ciò che Gandhi fece in India. La maggior parte delle persone non sa realmente cosa Gandhi fece in India. Pensa che la non violenza sia fare manifestazioni pacifiche, dove se la polizia manganella si porge l’altra guancia. Questa è la parte più “candida” della rivoluzione indiana, ma non la parte sostanziale. La parte sostanziale è il principio di “Non Collaborazione” di “Disobbedienza Civile” e di “Sciopero Fiscale”. Si, lo so che questi tre fattori sono poco pubblicizzati. Per un semplice motivo: perchè funzionano perfettamente per abbattere qualunque governo.

Vi voglio citare le parole dello stesso Gandhi: «Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo.» Ed infatti Gandhi riuscì nel suo intendo.

Se si volesse applicare questa pratica in un altro paese come si dovrebbe procedere? E’ molto semplice.

Tutti i liberi professionisti, gli imprenditori e i commercianti dovranno smettere di pagare imposte dirette, smettere di pagare l’iva, smettere di pagare i contributi previdenziali, smettere di caricare le imposte indirette sui loro prodotti e servizi.

Tutti i datori di lavoro dovranno smettere di agire come sostituti di imposta e versare lo stipendio ai propri dipendenti non trattenendo alcuna imposta per conto dello Stato.

Per i dipendenti pubblici aderire allo sciopero fiscale può sembrare difficile ma è in realtà ancora più facile. Infatti tutti i dipendenti pubblici non agiranno più per riscuotere alcuna tassa o tributo dai cittadini: gli atti pubblici saranno fatti gratuitamente, gli agenti di polizia non dovranno più fare contravvenzioni, gli ospedali non dovranno richiedere ticket, i controllori dei mezzi pubblici richiedere biglietti, i casellanti i pedaggi ecc.

Questa è la base di una rivoluzione non violenta che abbatte velocemente un governo.

Vi ho spiegato come fare. Questo sistema funziona in qualunque paese e con qualunque tipo di regime. Il risultato è certo. Ora stiamo a vedere quanti tra i professionisti del malcontento vorranno abbattere realmente il sistema politico attuale, diffondendo questo semplice sistema attraverso tutti i mezzi di informazione, e quanti invece continueranno a crogiolarsi nel malcontento, ripetendo che fa tutto schifo ma che non esiste alcun modo per cambiare le cose, a parte imbracciare il fucile.

Ho spiegato in poche righe come si abbatte un sistema politico in modo del tutto pacifico. Ora serve solo la volontà di farlo. Scopriremo presto chi realmente ha questa volontà.

DI MARCO RESI

(IN COLLABORAZIONE CON ILNORD.COM)

Incollato da <http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2013/11/guida-pratica-alla-rivoluzione.html>

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Importante, sciopero fiscale non vuole dire fare debiti!! http://saragio.webnode.it/draghi-docet/

“Visto che non pagheremo mai il nostro debito
mettetevi il cuore in pace creditori peccatori
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Fatevene una ragione
Chi ha avuto ha avuto chi ha dato dato
AMEN”    N.M.F.

Se però siete terrorizzati dal sistema:

Si può non pagare le tasse, ecco come fare in 5 mosse

di DANIELE QUAGLIA*

Una percentuale sempre maggiore di aziende, 5 su 8  (vedi qui)  si rivolge alle banche per reperire i fondi con cui pagare  imposte e tasse alle rispettive scadenze. Qualche volta, però,  quando le banche negano i finanziamenti, accade che più di qualche azienda si rivolga a canali informali per ottenere liquidità cadendo, spesso, nella rete degli usurai dando così inizio ad un percorso senza ritorno che il più delle volte porta al disastro. Ma se un’azienda si trova in difficoltà e non ha la liquidità per pagare lo Stato è giusto che debba ulteriormente indebitarsi per rispettare le scadenze fiscali? No!

E’ estremamente ingiusto e costituisce il primo passo verso il default dell’azienda. Si può non pagare senza rischiare di perdere tutto? Certamente! Si può non pagare alla scadenza, senza rischiare di perdere  casa e fabbrica. Quanto sotto esposto è frutto di uno studio specifico e dell’esperienza di molti associati LIFE che nel  giugno 1998 hanno messo in atto la “rivoluzione fiscale”: ancora oggi  qualcuno di loro continua a pagare le tasse in questo modo perché è conveniente.

Queste sono le fasi da seguire:

1- Per non incorrere in accuse di evasione fiscale, reato perseguito a termini di codice penale (vedi recenti disavventure giudiziarie di Berlusconi) è necessario che le dichiarazioni dei redditi siano fedeli e veritiere; 

2- Alla data di scadenza per il pagamento di acconti e saldi fiscali,  potete versare, non il dovuto dichiarato  ma  quanto è nelle vostre disponibilità, anche nulla, evitando di indebitarvi  ulteriormente con la banca;

3- Il commercialista segnalerà nella dichiarazione quanto parzialmente pagato e segnerà zero se avrete pagato un bel niente;

4- L’Agenzia delle Entrate, fra 1-2-3-4-… anni (se questo Stato esisterà ancora) dopo aver incrociato i dati tra la dichiarazione dei redditi e quanto effettivamente pagato, Vi invierà un accertamento relativo alle somme non pagate, con l’invito a pagare il tutto entro 30 giorni  con una sovra tassa secca del 10%, o pagare oltre i 30 giorni con una sovra tassa del 30%. Oltre alla sovra tassa verranno applicati anche gli interessi legali per ogni anno ( 2,5%  è il tasso annuo attuale);

5- E’ conveniente scegliere l’opzione di pagamento entro i 30 giorni ed avrete pure la possibilità di rateizzare il tutto in 72 rate.

Se il 30 novembre, prossima scadenza fiscale,  non ce la fate proprio a pagare,  fate come sopra e più tardi stabilirete se pagare a rate o in unica soluzione quanto dovuto, maggiorato della sovra tassa secca e degli interessi legali.

Esempio: se l’accertamento arrivasse fra tre anni la somma da pagare sarebbe 10%+2,5%+2,5%+2,5% per un totale di 17,5% pagato.

Ricordate che quella somma sarebbe rimasta nelle vostre disponibilità per tre anni pagando solamente il 17,5% o quantomeno, se l’accertamento arrivasse prima dei tre anni, anche tra un anno, vi sarete comunque presi un po’ di respiro nell’assillante turnover delle scadenze negative; consideratelo un finanziamento extra castelletto ottenuto senza fornire ulteriori garanzie, sempre più difficili da acquisire. Quanto vi sarebbe costata la stessa somma, per lo stesso periodo di tempo, chiedendo un finanziamento alla banca? E se, invece,  la banca avesse negato il finanziamento, cosa avreste fatto? Conviene ingrassare la banca e depauperare ulteriormente  l’azienda?

Abbandonate il falso pudore che ci  obbliga, 5 su 8 aziende, a cadere sotto gli artigli della banca e sfruttiamo al meglio ciò che le norme poco conosciute e per niente divulgate dai consulenti,  ci consentono di fare;  in un momento tanto difficile per tutti gli imprenditori, facciamolo tutti!  Per sopravvivere!

*Presidente LIFE Treviso – http://www.life.it—————————————————————————————————-

Arras, 2009,

il più bel discorso di un uomo politico dal dopo-guerra a oggi:

La crisi è figlia naturale del Mondialismo, ideologia idolatrante la Mondializzazione invece di controllarla quand’era possibile. Gli apprendisti stregoni che hanno il progetto di distruggere le Nazioni per costruire il sogno malsano del villaggio globale, l’utopia di un mondo egualitario, ma badate bene un mondo dove ci sarebbero persone più uguali delle altre, senza differenze di razze, ma dove ci sarebbe qualcuno che avrebbe il diritto di mantenere la propria integrità, nel momento in cui invece altri sarebbero vivamente incoraggiati a meticciarsi, senza differenze di sesso, nè di religione, né certamente di opinione, tutto sarebbe compreso e sottoposto alla legge sotto la minaccia di sanzioni penali, di credere alla vulgata anti-razzista e di sottomettersi al pensiero unico.
Questi apprendisti stregoni, hanno condotto il Mondo attuale alla rovina, i popoli alla miseria, e forse un domani alla guerra. L’Unione Europea, per quanto ci riguarda, è stata uno dei vettori della catastrofe, sacrificando all’illusione che unendo le debolezze e collettivizzando i popoli d’Europa, si arriverebbe a creare uno stato oligarchico sul modello americano senza vedere, o alcuni sperando nella distruzione della Nazione, la soppressione delle frontiere, la perdita della nostra sovranità politica, militare e monetaria, rompendo le ricchezze nazionali e monetarie.
La vertigine della decadenza si è impadronita delle loro menti e sopra di loro da chi li governa, élite corrotte e dominate dalla dittatura del pensiero unico. Nello stesso tempo si distruggevano i grandi servizi pubblici, sotto la pressione esterna o la sovversione interna, le forze armate, l’educazione nazionale, la moralità pubblica e privata, si degravadano sotto l’impatto dei mezzi moderni di comunicazione di massa che sono la televisione e internet.
Si vogliono distruggere le nostre tradizioni locali, culturali, culinarie, il nostro modo di vivere, per meglio prepararci al grande meticciamento internazionalista al fine di renderci identici in ogni punto del globo e soddisfarci con degli stardard di consumazione forniti dal nuovo ordine mondiale. La pura e semplice politica di soppressione delle nostre frontiere fisiche,commerciali, migratorie, sanitarie e internazionali, questa politica di soppressione delle nostre frontiere, questa politica di integrazione mondiale della Francia, non è mica caduta dal cielo: è stata l’Europa che l’ha messa in opera, è l’Unione Europea! È per questo motivo che noi la chiamiamo EuroMondialista. Questa politica che ha fatto le prove della propria negatività della propria pericolosità, i Francesi l’hanno rifiutata il 29 marzo del 2005, dicendo massicciamente NO al referendum sulla Costituzione Europea , nel momento in cui la stragrande maggioranza dei politicanti francesi invitavano contro di noi a votare si.
La società dei consumi e dei servizi è esplosa, la ricerca di nuovi mercati ha spinto alla mondializzazione delle economie, che si è accelerata sotto la spinta delle Multinazionali. Si dovevano allora diminuire le frontiere economiche per aumentare la soddisfazione dei bisogni per abbruttire i popoli con la pubblicità e con il livellamento verso il basso dei servizi esclusivi, degli speculatori internazionali. La classe politica ha difeso e promosso questa Europa-Mondo, esposta ai venti del dumping monetario, fiscale, sociale dei paesi a basso costo del lavoro.
La fondazione di questa Europa passa dunque dall’adozione di una Costituzione o della revisione del Trattato di Lisbona. Un progetto che, chiaramente, smantella quel poco che resta alle Nazioni per consegnare i popoli e le loro ricchezze nelle mani del Nuovo Ordine Mondiale. SI, signore e signori noi subiamo la dittatura internazionale dei Consumi, subiamo il governo globale dell’ iper-classe mondiale, questa nuova classe dirigente trans-nazionale.

Jean Marie Le Pen

——————————————————-http://www.youtube.com/watch?v=OSgbK8ce__M

 
euro pa scheletro-cropCi hanno spolpato fine all’osso!   KlarST
ECCO LA REALTA’ IN CASO DI USCITA DALL’EURO!https://www.facebook.com/photo.php?v=547063258715022&set=vb.293694004051950&type=2&theater
 
 
 
Pensieri dalla macchia
Negro di merda o bianco di merda, che differenza c’è, sempre di merda è.
 
tasserazzismo
 
Er paese dei balocchi. Miguel Chris 
pinocchio
http://www.youtube.com/watch?v=QYNyP3sihV4
—————————————————————- KlarST
Conclusione
merdeletta-crop
 
KlarST
L’italiano ne ha piene le tasche.
non di soldi
ma dei politici.
<<<HOME

legge

 

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7 commenti on “Pensieri dalla macchia.”

  1. Anna ha detto:

    Fantastico!

  2. NWO | saragio blog ha detto:

    […] Vedi pensieri dalla macchia: https://saragio.wordpress.com/2013/11/12/pensieri-dalla-macchia/ […]


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