Riflessione. Italia Islamica.

Riflessione. Italia Islamica.

Stefano, i primi a dover rispettare la nostra cultura siamo NOI italiani, ecco perchè insisto sulla informazione e la conoscenza dei termini. Purtroppo la maggior parte degli Italiani ha dimenticato quale sia la propria cultura e le proprie origini, ha dimenticato che noi discendiamo da un ceppo greco-romano, dimentichiamo che dobbiamo a questo ceppo la nostra evoluzione, il nostro essere, dimentichiamo che abbiamo rivoluzionato il mondo e civilizzato buona parte di esso.

Tralasciando la crisi e  quindi accettare stranieri da qualunque parte del mondo è una cosa irragionevole, il punto è che tu puoi rendere una parte di una nazione multietnica (vedi il caso Londra) non un intera nazione, perchè ecco, questo significa non rispettare la propria cultura che ovviamente è destinata a sparire e soccombere. Il punto non è essere razzisti o fare discriminazione, il punto è solo dare spazio a tutti, se si ha la possibilità economica della nazione, ma senza svendere la propria cultura e la propria origine. Un conto è dare spazio un conto è accollarsi i problemi di tutti.

Ho lavorato e mi trovo tutt’ora in Belgio, posso predire che l’italia si troverà presto nella sua stessa condizione, e cioè che il belga originario sta scomparendo. A Bruxelles l’80% è marocchino, le culture e le usanze, si perdono. Nelle scuole non esiste più’ l’aria di festa che esisteva un tempo con mangiate, risate, bevute nei giorni di festa, le donne belghe non riescono a camminare per strada senza essere importunate. Tutto questo è successo allo stesso modo come è iniziato in Italia. Ecco la differenza tra le varie parole. Il problema degli italiani è che parlano di razzismo e discriminazione. Ma delle culture straniere non sanno nulla. Di come ragionano, che obiettivi hanno. Il colore non c’entra nulla, tutti siamo uguali, quello che è diverso sono le culture, e la nostra, quella italiana non può essere compatibile, perchè non siamo nazionalisti non crediamo nel nostro passato, non lo tramandiamo, non cerchiamo di coinvolgere, se una donna o un uomo italiano sposa uno straniero, nel 90% dei casi abbraccia l’altra cultura, non propone la sua in modo da creare una cultura italiana mista, ecco perchè noi scompariremo, e questo è triste.

T.I.

kyengevanitosa

Ecco cosa si nasconde dietro al Ministro Kienge’… Il piano strategico e’ di creare un Partito Islamico in Italia. L’entrata in politica della Kienge’ e’ stata voluta dal P.D. che in modo ingenuo puntava sull’accaparrarsi il voto degli stranieri presenti in Italia che sono gia’ piu’ di 5.000.000 …e la maggioranza e’ islamica. Kienge’ nel 2002 fonda l’associazione interculturale DAWA (in lingua swahili: magia) con l’aiuto dell’ on. Khalid Chaouchi (deputato del P.D.) di origine marocchina, islamico, che fa parte della Consulta per l’Islam italiano prendono e stringono contatti con la Lega musulmana mondiale. Iniziano a collaborare entrambi con l’U.C.O.I.I. (Unione delle comunità e delle organizzazioni islamiche in Italia) La presente Associazione è il prodotto della fusione di varie organizzazioni precedentemente esistenti, come i siriani e palestinesi, dell’ Unione degli Studenti Musulmani in Italia (USMI) organizzazione, alcune organizzazioni islamiche femminili come l’Islam Donne e il contributo di alcuni individui, come Hamza Roberto Piccardo , ex militante diAutonomia Operaia convertito all’Islam e di fatto direttore della casa editrice Libreriaislamica.it (precedentemente conosciuto come “Al Hikma”). Kiange’ ha contatti forti anche con la Consulta per l’Islam italiano che è un organismo di carattere consultivo del Ministero dell’Interno formato da alcuni personaggi ritenuti autorevoli rappresentanti dell’Islam in Italia. Istituita con decreto nel 2005 dall’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, è stata confermata nel 2006 dal nuovo ministro degli interni Amato. Inizialmente la presidenza era stata assunta da Nour Dachan , leader della componente siriana della Fratellanza Musulmana , e la Segreteria di Ali Abu Shwaima , leader della componente palestinese della stessa organizzazione; successivamente tale carica è andata a Roberto Piccardoconvertitosi anche lui all’islam.- Collaborano attivamente anche con il Co.Re.Is.(Comunità Religiosa Islamica), Sezione italiana della Lega musulmana mondiale,U.I.O. (Unione Islamica in Occidente, di cui Mario Scialoja, italiano, ambasciatore a riposo e’ direttore della Sezione italiana della Lega musulmana mondiale). Kienge’ crea anche l’ ANOLF L’Associazione è presente in tunisia,( 98% musulmani)in marocco,( 97% musulmani)senegal (92% musulmani) ed e’ distribuita e organizzata capillarmente su tutto il territorio nazionale con uffici Regionali (20),le Sezioni Provinciali (101) e Territoriali (10) Tra pochi anni il ministro Kienge’ si stacchera’ dal P.D. e con il potere che avra’ politicamente acquisito formera’ un partito Musulmano che nel frattempo potra’ contare su un bacino di circa 7.500.000 di voti, con i finanziamenti che gli verranno concessi facilmente dal Mondo Arabo potra’…….lascio a Voi la previsione…. Alex Ferrari

Incollato da <http://blog.libero.it/parassitivismo/12204950.html>

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One Comment on “Riflessione. Italia Islamica.”

  1. rosa ha detto:

    … è vero anch’io sono d’accordo… saremo sottomessi, la nostra cultura è destinata a scomparire….


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