Sistema Giustizia Italiano

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SECONDA ASSOLUZIONE PER STORACE, IL LAZIO-GATE, CHE GLI FECE PERDERE LA REGIONE ED IL MINISTERO, NON SUSSISTE, UNA CLAMOROSA BUFALA!

DA ASSOLTO SCRIVE A NAPOLITANO PAROLE CHE ANDREBBERO SCOLPITE SULLA PIETRA!

ECCOLE:

Illustre Presidente,

le chiedo pochissimo tempo per segnalare alla Sua autorevole attenzione la felice conclusione del procedimento giudiziario per corruzione intentato dalla magistratura romana nel 2007, al quale e’ stato posto fine ieri con il proscioglimento mio e dell’imprenditore Giampaolo Angelucci, decretato dal giudice dell’udienza preliminare, dr. Ebner.

In questi giorni, Ella si e’ trovato costretto ad intervenire sul delicatissimo tema della giustizia, con l’equilibrio che Le e’ riconosciuto da larghissima parte della pubblica opinione. Credo che ricordi anche la positiva conclusione del giudizio d’appello su un altro procedimento che mi ha riguardato, il cosiddetto Laziogate, anch’esso terminato con la mia assoluzione con formula piena.

Apparentemente dovrei esaltare il funzionamento del sistema giustizia, visto che in entrambi i casi e’ stata riconosciuta la mia innocenza. Ma i tempi sono stati enormi. Nel caso del Laziogate, esploso nel 2005 in coincidenza con la campagna elettorale per le elezioni regionali e col mio coinvolgimento nel 2006 e le contestuali dimissioni da ministro della Repubblica, ho dovuto attendere ben sette anni, dopo la condanna in primo grado inflittami dalla giudice Bonaventura.

Nel caso conclusosi ieri, i fatti risalivano addirittura al 2004, l’apertura dell’indagine su di me al 2007, ma nonostante due proposte di archiviazione formulate dall’ufficio del pubblico ministero, la giudice Bonaventura – sempre la stessa…. – dispose comunque l’udienza davanti al Gup. Mai, in tutti questi lunghissimi anni, mi si e’ chiesto di rendere interrogatorio. E non mi sono avvalso della prescrizione.

Signor Presidente,

ho fiducia nelle istituzioni, ma il sistema giustizia non funziona se nessuno chiama a rendere conto per gli errori che si commettono. La mia stessa attivita’ politica, ne converra’, e’ stata turbata da questi procedimenti e trovo profondamente ingiusto tutto questo e non credo che sia comprensibile che sempre lo stesso magistrato debba imbastire una specie di crociata nei miei confronti.

Vorrei, come tanti cittadini, avere ancora fiducia nella giustizia. Ma le vicende personali che mi riguardano, e anche quelle che vedono pesantemente accusato il presidente Berlusconi, dovrebbero imporre una seria riflessione al Consiglio superiore della magistratura. Nessuno chiede impunita’ per chi fa politica, ma diventa intollerabilmente presente in ciascuno di noi la sensazione – che va spazzata via con azioni efficaci – che si faccia politica per via giudiziaria.

La ringrazio fin d’ora per l’attenzione che vorra’ prestare a queste mie considerazioni.

Cordialmente,

Francesco Storace

Incollato da  MINZOLINI FAN CLUB!

 

giustizia

 

Giustizia, rapporto Ue: in Italia 4 milioni di procedimenti pendenti

Un contenzioso civile nel nostro paese, in primo grado, dura due volte e mezzo del tempo che si impiega in Germania per arrivare a sentenza e almeno il doppio di Francia e Spagna. Pesante la situazione nelle corti d’Appello: “Il settore penale registra un costante aumento nella durata dei procedimenti”

Giustizia lumaca in Italia, soprattutto se confrontata con il resto d’Europa. Un contenzioso civile in Italia, in primo grado, dura due volte e mezzo del tempo che si impiega in Germania per arrivare a sentenza e almeno il doppio in Francia e Spagna. Nel nostro paese si riducono i procedimenti pendenti in primo grado, che restano però 4 milioni, e la loro durata media; che in ogni caso rimane più alta di altri paesi europei, ma la situazione in Italia continua a peggiorare con riferimento ai processi in appello e in Cassazione che durano oltre 3 anni. E’ la fotografia del rapporto 2012 della Cepej-CoE (Commissione europea per l’efficacia della giustizia del Consiglio d’Europa), realizzato con il contributo dell’Irsig-Cnr e presentato a Vienna in occasione della Conferenza dei ministri della Giustizia. Sotto esame, proprio oggi che ricorre la giornata europea per una giustizia civile piuù vicina ai cittadini, i sistemi giudiziari di 46 dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, incrociando i dati quantitativi e qualitativi, riferiti all’anno 2010 e relativi a budget, organizzazione della giurisdizione, flussi e durata dei procedimenti e patrocini gratuiti a spese dello Stato.

“Per l’Italia, si confermano i gravi problemi dovuti all’eccessiva durata dei procedimenti, ma si individuano anche segnali di miglioramento”, osserva Marco Velicogna dell’Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Irsig-Cnr), che ha collaborato all’analisi e alla redazione del rapporto Cepej. “Rispetto alla rilevazione precedente del 2008 – spiega Velicogna – si sono ridotte del 16% le cause sopravvenute in primo grado, mentre aumentano del 5% i procedimenti giunti a conclusione presso tribunali e giudici di pace e si registra un lieve calo (-3%) dei procedimenti pendenti, che rimangono intorno all’imponente cifra di 4 milioni. Sempre in primo grado, migliora anche la durata media dei contenziosi civili, da 532 a 492 giorni: certamente ancora troppi, se paragonati ai 289 della Spagna, 279 della Francia e 184 dellaGermania, ma si tratta finalmente di una tendenza positiva. E’ ipotizzabile che questo cambio di tendenza sia in buona parte dovuto all’incremento del contributo erariale da versare per l’inizio della causa, ma e’ comunque un dato incoraggiante”

Resta tuttavia pesante la situazione presso le corti d’Appello: “Il settore penale registra un costante aumento nella durata dei procedimenti, con 998 giorni: 194 in più dal 2008 e ben 213 dal 2006. Peggiore ancora la situazione del civile dove le cause di secondo grado durano in media 1.267 giorni, oltre 3 anni” sottolinea Velicogna. “Peggiora poi il tasso di definizione dei procedimenti, dall’87 all’82,7%, e quindi la capacità di affrontare l’arretrato. Sarà interessante verificare se i recenti interventi governativi in merito avranno effetti positivi”. Anche presso le sezioni civili dellaCorte di Cassazione la situazione non migliora. “Occorrono mediamente 1.230 giorni per concludere un procedimento: 169 in più dal 2008. I casi pendenti, però, calano del 3%. Meglio le sezioni penali con una durata sui 240 giorni”, conclude il ricercatore dell’Irsig-Cnr. “Il tasso di definizione dei procedimenti resta troppo basso ma, nonostante il taglio di circa 16 milioni di euro, il rapporto evidenzia i risultati positivi della crescente diffusione del Processo civile telematico”.

Incollato da <http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/25/giustizia-rapporto-ue-meno-procedimenti-pendenti-processi-durano-sempre-di-piu/393280/>

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