GRILLO MIX

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GRILLO

IL SISTEMA TRAVESTITO DA ANTI SISTEMA.

Poichè mi sono occupato tutta la vita di movimenti collettivi sono rimasto e sono tutt’ora stupito della leggerezza e superficialità con con la stampa ma anche i nostri scienziati politici hanno affrontato il movimento cinque stelle di Grillo.
Lo hanno classificato come “movimento di protesta” l’espressione della collera della gente per l’inefficienza o la corruzione della classe politica, una sorta di chiassata destinata a finire quando i politici faranno certe riforme o certe leggi indispensabili. Ma questo può essere stato l’atteggiamento degli elettori. Il movimento collettivo è qualcosa di più profondo e strutturato, esiste da anni, ha un cemento ideologico. Per far capire la differenza fra movimento ed elettori pensiamo a quanto è successo in Germania dopo la crisi del 1929. C’era disoccupazione, miseria, la gente voleva pace, lavoro e benessere ed ha votato per Hitler che glieli prometteva attaccando in modo feroce tanto la destra quanto la sinistra. Però Il movimento nazionalsocialista esisteva da tempo, aveva una ideologia e un programma che Hitler aveva addirittura scritto nel suo libro Mein Kampf. Ma la gente non aveva letto questo libro, non aveva guardato l’ideologia, aveva votato per punire gli altri politici e perchè voleva il benessere. Ma giunto al potere Hitler ha applicato il suo programma. Ebbene anche il movimento a cinque stelle di Grillo ha una ideologia che prevede la distruzione della democrazia parlamentare, la eliminazione dei partiti, dei sindacati mettendo al loro posto la democrazia diretta. È il vecchio programma dell’ anarchia solo che al posto del governo del popolo in piazza c’è il governo del popolo con il web: milioni di persone che si parlano col web, discutono e decidono tutto. La democrazia delle masse. Se si pensa come è difficile mettere d’accordo la gente di un condominio, immaginate cosa vuol dire governare mettendo ogni volta in gioco sessanta milioni di persone. Alla fine deciderebbero tutto quei pochi che gestiscono il web, che controllano le domande e hanno in mano il governo. Sarebbe una dittatura, anzi un totalitarismo perchè non ci sono organi di controllo. D’altra parte già adesso il movimento ha un carattere totalitario, perchè decide tutto solo Beppe Grillo. E come fa col movimento farebbe col paese. Non fa mistero di volere per se il 100% del potere, il potere totale. Sarebbe il nostro capo onnipotente , il nostro grande fratello. Ma la nostra stampa, i nostri politici non lo prendono sul serio, non hanno capito chi è, cosa vuol realizzare, non ci credono, pensano che scherzi e continuano a litigare fra di loro come fecero nel 1922 liberali, socialisti e popolari quando avanzavano i fascisti di Mussolini.

di Francesco Alberoni © 2013 Qelsi

Invito ai giovani a divenire come i “grillini”, da parte dell’ambasciatore Usa a Roma, David Thorne, che ha parlato del Movimento 5 Stelle. “E’ interessante vedere che effetto avranno i ‘grillini’, anche se non vogliono farsi chiamare cosi’”, ha detto Thorne. “Abbiamo incontrato molti di loro, sono giovani, sono molto seri, si organizzano completamente sul web, non vogliono ricevere soldi e una delle grandi questioni in Italia e’ quella della quantita’ di soldi destinata al sistema politico”, ha aggiunto l’ambasciatore rispondendo in inglese a una domanda di uno studente durante un incontro al Liceo Visconti di Roma.

E’ ovvio a chi abbia un minimo di materia grigia che in una situazione di sovranità piena, all’ambasciatore di un paese straniero non sarebbero chieste – né tanto meno lui darebbe risposta – opinioni sui politici della nazione che lo ospita. Ma tanto ormai sono al traguardo.  Iniziò già nel 2008.

resort 5 stelle

  • -Ambasciatore Usa: “Interlocutore politico credibile”
  • -Soros studia Grillo, mentre in Italia gli si dà del black bloc o del fascista.
  • -Il successo di Grillo-Casaleggio Il pifferaio di Hamelin
  • -Goldman Sachs promuove Grillo: “Risultato elettorale entusiasmante percambiare l’Italia”
  •  Attenzione a Grillo di Gianni Lannes

Negli ultimi anni Grillo non solo ha garantito la tenuta del sistema  “incanalando” gli scontenti, ma in più lo sta anche rinforzando.

grillo

Ambasciatore Usa: “Interlocutore politico credibile”

Il 4 aprile 2008 un lungo telegramma per Condi Rice partiva dall’ambasciata a Roma: raccontava un pranzo con l’attuale leader del Movimento 5 Stelle. Gli americani avevano capito il potenziale elettorale del comico e previsto in anticipo il suo successo.

MAURIZIO MOLINARI PAOLO MASTROLILLI NEW YORK
Alle 11,12 del 4 aprile 2008 dall’ambasciata americana a Roma parte il telegramma intitolato «Pranzo con l’attivista italiano Beppe Grillo: “Nessuna speranza per l’Italia”. L’ossessione della corruzione».  A firmarlo è Ronald Spogli, ambasciatore a Roma, e il destinatario è il segretario di Stato, Condoleezza Rice, a cui spiega in cinque pagine che Grillo è un «interlocutore credibile» nella comprensione del sistema politico italiano, grazie al fatto di essere «unico» per denuncia della corruzione nelle vita pubblica, ricorso al web e appello agli oppressi.

Il documento è stato ottenuto da «La Stampa» nel rispetto delle norme del «Freedom of Information Act» e inizia con un preambolo in cui si presenta il «politico italiano Beppe Grillo» come «un comico divenuto attivista che durante un pranzo nella residenza del consigliere economico dell’ambasciata ha affermato: “Non c’è speranza per l’Italia”». Segue la descrizione di Grillo: «È un eccentrico, si appella agli oppressi d’Italia e così riesce a portare nelle piazze centinaia di migliaia di persone per protestare contro l’ordine costituito». Soprattutto «i suoi commenti risaltano per il contrasto con quelli dei nostri interlocutori tradizionali su economia, politica e in particolare sulla corruzione».

Ronald Spogli

La seconda parte del documento classificato «sensitive» include un approfondimento sul personaggio. «Giuseppe “Beppe” Grillo è un ex comico politicamente schietto che ha ottenuto una celebrità mondiale scorticando ogni giorno i politici italiani sul suo blog e organizzando con successo una manifestazione contro la corruzione nel governo alla quale lo scorso autunno hanno partecipato oltre 150 mila persone». L’accento viene messo sullo stile personale: «Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano». È a tali caratteristiche che il testo attribuisce la capacità di «galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia degli italiani verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità dell’élites di migliorare le condizioni del Paese» con la conseguenza di «aver creato un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media».

Da qui la scelta di dedicare al tema della «Corruzione» la parte centrale del documento. «Grillo, 59 anni, ha una capigliatura selvaggia e un aspetto quasi da portuale ma è riuscito ad affermarsi negli ultimi dieci anni come un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana, in particolare identificando i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte». Tale precedente lo accredita agli occhi dell’ambasciata americana a Roma, che aggiunge: «Grillo ritiene che l’endemica corruzione nella classe politica italiana ha distrutto ogni speranza di migliorare le prospettive economiche nazionali» fino al punto che «l’unica soluzione è la rimozione di praticamente tutti i politici di destra e sinistra rimpiazzandoli con giovani che hanno meno legami con l’establishment e meno interesse nel mantenimento dello status quo». Ciò che colpisce il consigliere economico americano, che ha incontrato Grillo assieme ad altri funzionari dell’ambasciata, è che «descrive la corruzione come una procedura standard nell’attuale cultura politica italiana, ai suoi occhi i politici di destra e sinistra vogliono solo mantenere il potere, sono troppo vecchi, carenti di visione e capacità per migliorare le condizioni del Paese». La lotta alla corruzione è la chiave di lettura che consente di comprendere l’opposizione di Grillo a «energia nucleare, rigassificatori  e inceneritori perché sarebbero tutti progetti destinati a enormi perdite di fondi pubblici a vantaggio di corruzione, mafia o entrambe». È tale battaglia che spinge l’estensore del documento a titolare il paragrafo sull’opposizione agli inceneritori in Campania: «Luddista, progressista o entrambi?». Facendo capire che il giudizio su tale posizione resta in sospeso.

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Riga dopo riga ci si accorge come il documento diplomatico Usa dà credito alle posizioni dell’ex comico: «Per Grillo il desiderio dei politici di mantenere il potere è l’elemento che spiega tutto, dalla manipolazione delle procedure amministrative alla collusione fra imprenditori e politici, alla tendenza dei maggiori mezzi di informazione a non dare risalto alle illegalità» fino ai politici che «non se ne vanno mai, neanche se incriminati o condannati come 24 degli attuali membri del Parlamento». Incalzato dalle domande e dalla curiosità dei diplomatici americani, Grillo fa delle previsioni che vengono fedelmente riportate in un sottocapitolo intitolato «La situazione peggiora». «Grillo ritiene che la corruzione dei politici di oggi è divenuta più sofisticata rispetto alle indagini dell’inizio degli anni Novanta, svolte da parte di Mani Pulite» fino al punto che «le tangenti rappresentano oggi un’ampia fetta degli appalti pubblici». Il richiamo a Tangentopoli lascia intendere che i diplomatici americani vedono un nesso storico fra le battaglie di Grillo e le indagini con cui Antonio Di Pietro diede vita al pool di Milano che portò al crollo della Prima Repubblica. Se allora l’impegno di Di Pietro riscosse l’attenzione dell’ambasciata in via Veneto – al punto che fu invitato a Washington e New York – ora c’è un parallelo interesse nei confronti di Grillo, badando alla sostanza di ciò che afferma più che al suo stile trasgressivo. «Grillo lamenta l’inefficacia delle agenzie governative, dei gruppi di cittadini e delle ong anti-corruzione, attribuendola al fatto che sono troppo piccole, limitate, locali per essere efficaci contro un fenomeno così vasto». A tali osservazioni uno dei diplomatici americani ribatte, «facendo notare a Grillo che il recente rapporto della Corte dei Conti sull’accresciuta corruzione non ha suscitato grande attenzione». La replica dell’ex comico è: «L’opinione pubblica è in stato comatoso».

Da qui il messaggio che Grillo consegna agli interlocutori americani: «Tutti i partiti e politici italiani sono illegittimi», di «centro, destra o sinistra», perché «arresti, indagini e conflitti di interessi li rendono incapaci o inadatti» senza contare che il sistema elettorale «basato sulle liste impedisce ai cittadini di scegliere chi votare». La sua proposta è il «boicottaggio del sistema politico» e per questo «sul suo blog chiede di non partecipare le elezioni politiche del 13 e 14 aprile» ma gli interlocutori americani vedono «il possibile germe di un nuovo partito nella decisione di consentire a candidati indipendenti alle elezioni amministrative di usare il suo nome», sostenendoli poi con il blog a patto che abbiano i tre requisiti necessari: nessuna carica precedente, fedina penale pulita e disponibilità a pubblicare online tutte le attività e transazioni svolte dopo l’eventuale elezione.

Nel 2008 il Movimento Cinque Stelle deve ancora nascere ma le dimensioni dell’impegno di Grillo sul web colpiscono l’ambasciata Usa. «Grillo è un grande sostenitore di Internet, il suo blog gli ha garantito una importante ribalta nazionale e internazionale – si legge nell’11° paragrafo – e lui vi vede un grande strumento per promuovere la trasparenza del governo» ritenendo che può «aiutare i cittadini a tenere d’occhio spese e attività dei politici locali» oltre al fatto di essere «il suo unico mezzo per organizzare eventi pubblici». Quando i diplomatici americani gli chiedono perché lo sviluppo di Internet in Italia segni il passo, Grillo risponde: «I grandi mezzi di comunicazione ne temono la concorrenza e i partiti politici non lo ritengono un mezzo sul quale investire».

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Sono gli ultimi tre paragrafi del documento, intitolato «Commento» ad essere l’espressione dell’opinione di Spogli, dando la misura delle valutazioni di Washington, dove George W. Bush sta concludendo il secondo mandato. «Bene informato, competente sulla tecnologia, provocatorio e grande intrattenitore, Grillo è unico, una voce solitaria nel panorama politico italiano» scrive Spogli, sottolineando come «la sua opposizione allo status quo politico lo ha portato ad essere un escluso dai media» visto che «nessuna tv pubblica o privata lo menziona» ma ciò non toglie che «ha un grande potere di attrazione» come dimostrato dal «Vaffa…Day». Sono «gli studenti, chi vive male e chi si sente ignorato dal sistema» a costituire «il nucleo dei sostenitori di Grillo» anche se «alcuni banchieri ammettono di esserne affascinati». «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche – conclude Spogli – ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove». Da qui la conclusione: «La sua unica miscela di humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano».

Incollato da <http://www.lastampa.it/2013/02/12/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/grillo-strego-l-ambasciatore-usa-interlocutore-politico-credibile-V2LcFLA1B9WIdsZTQiPryJ/pagina.html&gt;

Soros studia Grillo, mentre in Italia gli si dà del black bloc o del fascista.

di Abate Faria

– Il Contagio.

In tutto il mondo si parla di Grillo.  Tv e giornali cercano di capire il fenomeno, di analizzarlo, in attesa dell’esito delle elezioni italiane. Grillo non è il primo esperimento di partito nato “in rete”, ma, certamente, è quello che si candida a diventare la case history per eccellenza.

Poco importa, da questo punto di vista, se prenderà il 15%, il 20% o il 25%.

Conterà per i futuri assetti del nostro Governo-Parlamento, non per la portata storica  che avrà,comunque, la sua affermazione politica. Un partito che in 3 anni, senza soldi e sovvenzioni, in rete e senza l’appoggio dei media, diviene il terzo o secondo partito in Italia è una cosa incredibile. Teniamo conto che il Psi che ha a lungo governato questo paese non ha mai superato il 15% o che, Forza Italia, nel 1994 arrivò al 21%.

In Italia stupisce, invece, la modalità con la quale politici, studiosi e giornalisti hanno affrontato ieri ed oggi il fenomeno: un misto di ignoranza, provincialismo e supponenza, dovuti soprattutto al fatto di essere, in fondo, sulla stessa barca del potere.

Definito “qualunquista”, “black block”, “fascista”, “comico” (nel senso spregiativo del termine), “terrorista”, “populista”, “demagogo”, etc, etc a seconda della convenienza o dell’appartenenza politica.

Ci si stupisce che il 35% dei giovanissimi voterà Grillo…

Ma scusate: in un paese “vecchio” (e non solo anagraficamente) chi dovrebbero votare?

In un paese dove Berlusconi/Bersani stanno a Scalfari/Mieli come De Benedetti/Caltagirone stanno a Bonanni/Angeletti…in un paese dove ai giovani è preclusa ogni possibilità…mi dite chi cazzo avrebbero dovuto votare?

Bersani puo’ portare gli ex sessantottini a votare, gli iscritti ingrigiti della Cgil; Berlusconi le massaie e casalinghe…ma i giovani, twittando, chattando, whattsappando, youtubando di queste mummie non se ne fanno nulla.

Questi parlano un altro linguaggio, vivono una realtà diversa, pensano in modo differente.

https://saragio.wordpress.com/2011/05/31/che-tristezza-aver-avuto-ragione/

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Monti che va su in rete si ridicolizza (al Banana, infatti, l’hanno sconsigliato), un po’ come farebbe una massaia che si lanciasse in una lap dance in discoteca.

Non ci si improvvisa così.

La rete, poi, ha “memoria” e ti sbrana in pochi minuti.

In rete non ci sono le domandine facili di giornalisti venduti, nè Barbara D’urso compiacente…

La rete è un mondo duro, che va maneggiato con esperienza e maestria.

E Bersani che fa? Manda avanti la “belloccia” di turno (Ale Moretti) e la mena con l’unica genialata del suo vero speech writer Crozza con lo “smacchiamento del giaguaro”…ma è troppo poco.

Se non lo avete capito: oggi tocca ai politici, domani ai giornalisti, dopodomani ai sindacalisti…

C’è una parte del paese (soprattutto, ma non solo, i giovani) che ormai è impermeabile a qualsiasi discorso”vecchio”, per quanto improntato al senso di responsabilità.

Ci sono milioni di persone che non hanno più nulla da perdere, ai quali non si puo’ chiedere il senso di “responsabilità”, che hanno paura, che hanno capito che per loro si mette davvero male…

Ebbene, in tutto ciò, all’estero hanno già studiato Grillo, da noi no.

dal sito http://www.formiche.net

I social media stanno irrimediabilmente cambiando la politica in Europa e Beppe Grillo è una delle punte più avanzate di questo processo. Ad affermarlo è uno studio del think tank britannico Demos, interamente dedicato al “partito” a 5 stelle e agli elettori del movimento fondato dal carismatico comico genovese.

Il dossier è stato realizzato con il supporto della Open Society del magnate George Soros e il contributo di ricercatori dell’Istituto universitario europeo di Fiesole. L’obiettivo? Comprendere analogie e differenze del M5s con gli altri movimenti “populistico-digitali” presenti in Europa.
Capite?

Soros lo studia…

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Perchè?

Perchè le persone intelligenti (non ho detto oneste!) quando vedono emergere un fenomeno di queste dimensioni lasciano da parte le loro convinzioni e CERCANO DI CAPIRE…cercano di “rubare il segreto”…magari, poi, per contrattaccare!

Ma non si chiudono nelle loro convinzioni e basta!

Mesi fa scrissi un post, “in difesa di Grillo”, che, ovviamente è stato uno dei meno letti…perchè mi rendevo perfettamente conto delle strumentali polemiche inventate ad hoc da pennivendoli e politici italioti.

Ero convinto che per 10 elettori che lasciavano Grillo a seguito di questi attacchi, altri 15 ne sarebbero arrivati.

Fu così anche con la Lega agli inizi: “razzisti”, “bifolchi”, “separatisti”, “squadristi”, etc, etc salvo poi allearsi con loro (la destra) o definirli “costole della sinistra” (la sinistra, appunto)

E mi ricordo perfettamente Bossi alle elezioni del 1996 con “Roma Polo-Roma Ulivo”: tutti ad attaccarlo e lui che, stando fuori dalle coalizioni, arrivò ad oltre il 10% al Senato.

E’ pazzesco come non si voglia capire che le cose non nascono dal nulla.

Se i partiti 3 anni fa avessero capito il fenomeno che stava montando e si fossero un minimo autoriformati, Grillo non sarebbe arrivato fin dove è adesso.

Invece, nulla.

Se il Parlamento si fosse degnato di prendere in considerazione le sue leggi di iniziativa popolare, forse non ci sarebbe stato questo tsunami.

La stessa cosa vale per il sentimento anti-euro che sta crescendo.

Non basta criticare! Bisogna capire ed aprirsi al confronto!

L’euro non è sempre esistito e nulla è irreversibile, dunque, non è un dogma.

Continuare a ripetere esclusivamente che un ritorno alla lira sarebbe una tragedia è non solo sbagliato e falso, ma anche molto pericoloso.

I media, in questi 3 anni, cosa hanno fatto?

I professori universitari e politologi dove erano?

Grillo aveva capito benissimo che Rai e giornali vari non lo avrebbero mai ascoltato e, dunque, ha fatto senza, attaccandoli per la connivenza interessata col potere politico.

Tutti coloro che detengono una qualche forma di potere o di rendita di posizione in questo paese dovrebbero iniziare a preoccuparsi almeno un po’.

Il fenomeno Grillo non è solo politico: è culturale, linguistico, sociologico, antropologico…

E’ vero che i cittadini che hanno votato Grillo non sanno cosa accadrà dopo, ma è stupido da parte dei partiti confidare in questo. Il problema vero è che, votando i partiti che ci governano ininterrottamente da 20 anni, sanno, invece, benissimo cosa li attende!

Per questo molti italiani hanno votato più o meno convintamente M5S.

Estratti da <http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/9852-soros-studia-grillo-mentre-in-italia-gli-si-da-del-black-bloc-o-del-fascista.html&gt;Image

 “Te la do io l’America “

*****

Ancora non hanno capito di avere a che fare con un

movimento completamente differente da un partito politico…

noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.

E’ un movimento che non può essere fermato…

non capiscono che questo movimento è tenuto insieme

da una forza inarrestabile che non può essere distrutta..

noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo,

un popolo nuovo.

(Cit.Adolf Hitler)

*****

La stragrande maggioranza degli elettori del

M5S sono persone che non hanno mai votato,

lo dicono loro perché “i partiti sono tutti uguali”.

Perché non si sono mai impegnati prima

di essere manipolati dal Beppe?  Oggi votano

solo perché han trovato uno che gli dà ragione,

son tutti ladri, assolvendoli cosi

dall’ essersene lavate le mani per tanti anni…

Il popolo bue sempre alla ricerca dell’uomo forte.

Ora tocca a Grillo, che bercia più forte.

Ma io Grillo lo prendo a calci in cu**

 

 Grillo_Pifferaio

Il pifferaio di Hamelin è una fiaba tradizionale tedesca, trascritta, fra gli altri, dai  fratelli Grimm. La fiaba narra di un uomo che promette di disinfestare la città dai ratti con un piffero.

La popolazione gli da fiducia, e lui suonando un piffero e ipnotizza tutti i ratti convogliandoli in un fiume dove muoiono annegati.

Ma dopo aver disinfestato la città, il pifferaio continua a suonare il suo strumento, attirando però questa volta tutti gli abitanti della città e convogliandoli verso il fiume, dove annegheranno anche loro.

Adesso vi domanderete, ma che centra con Grillo? L’analogia calza a pennello, purtroppo, e vi spiego perché.

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Il successo di Grillo-Casaleggio è stato programmato da molto tempo, con pericolosa astuzia.

grillo casaleggio

Gli italiani sono da tempo sfiduciati verso tutta la classe politica, mentre nello stesso tempo soverchiati da incomprensibili sacrifici, così la classe politica è diventata “la casta” cioè il principale nemico.

Levando di mezzo tutti i politici sarebbe stato tutto risolto, non tenendo conto che questi sono burattini in mano ad alti poteri anche occulti, i camerieri dei banchieri.

Ma la ribellione contro “la casta” non è stato un concetto nuovo, non è stato un risveglio spontaneo del popolo sul momento. La ribellione contro la “casta” è stata fomentata ad arte,  riesumando un vecchio libro del 2007 di 288 pagine edito dalla Rizzoli, intitolato “La Casta” firmato da Sergio Rizzo e Antonio Stella.

Niente di nuovo. Ma perché si è riesumato questo libro del 2007?

Perché il malcontento cresceva, era reale, e per renderlo innocuo andava incanalato e manipolato.

Perché convogliare il malcontento facendo credere che l’unico nemico da abbattere era la classe politica, significava distogliere l’attenzione dai reali problemi, come se bastasse cacciare gli attuali politici dal Parlamento per risolvere i problemi.

Significava non parlare di Signoraggio, di scie chimiche, Sovranità Monetaria.

Concentrare l’attenzione sugli introiti dei politici di turno, mentre agli italiani veniva chiesto tutto, significava eliminare la possibilità che si capisse che il Debito pubblico non esiste, che è una truffa!

Se non era così strumentale convogliare il malcontento verso la “casta” non se ne parlava così ampliamente in tv, non girava (dicendo che era stato censurato) lo sketch di Enrico Brignano entusiasmando l’emotività popolare.

La vera arma del sistema è convogliare il dissenso e manipolarlo, facendo leva sull’emozione più che sulla razionalità. Avere il potere del dissenso si traduce in un assenso.

Preparato il terreno, è apparso sulla scena politica Grillo con il suo piffero magico.

Prometteva come ha promesso il personaggio della favola, di disinfestare l’Italia dalla “casta”,  attirando più gente possibile, molta in buona fede, abbagliata dalle promesse senza senso.

Grillo con i suoi “Tsunami Tour” come il pifferaio magico ha riunito sempre più gente al suono delle sue parole, senza programmi alternativi, con demagogiche promesse, diventando il Guro indiscusso.

Ha tirato fuori il  termine “reddito di cittadinanza”esulando dal contesto che aveva scritto Auriti, e si è guardato bene dal parlare dell’emissione della moneta a debito, dunque promessa campata in aria. Niente a che fare con Sovranità monetaria.

Ha proposto un referendum sull’euro, niente di più fuorviante, come se il problema fosse il nome della moneta, non da chi è coniata ed emessa a debito. Nulla a che fare con la Sovranità Monetaria.

Di Geoingegneria, scie chimiche, neanche a parlarne, non c’è tempo.

E con questo risultato elettorale il piffero magico di Grillo dove convoglierà gli Italiani?

A mio avviso al baratro.

La situazione dello stato attuale delle cose porta ad una governabilità impossibile, non si sa ancora chi andrà a parlare con Napolitano, probabilmente Grillo o Casaleggio si dice, ma sono stai eletti? No, alla faccia della democrazia!

All’interno del movimento gli stessi grillini non sanno i nominativi degli eletti, tutti fermi aspettando le direttive, una completa apparente anarchia gestita da Grillo e Casaleggio, ma sono stati eletti?

No, alla faccia della trasparenza!

Azzerati i partiti cosa rimane? Non una alternativa, ma un pericoloso vuoto.

Ha vinto la rabbia, ma non la consapevolezza, rabbia sapientemente alimentata dai primi VaffanculoDay, e trascinare la gente su questa onda è facile, basta avere un piffero magico emettendo suoni piacevoli e gradevoli.

Il reale scopo di Grillo-Casaleggio è traghettarci verso il Nuovo Ordine Mondiale, spero di cuore che i grillini se ne rendano conto.

– di Wilma Criscuoli –

Incollato da <http://www.losai.eu/grillo-il-pifferaio-magico/>

Goldman Sachs promuove Grillo: “Risultato elettorale entusiasmante per cambiare l’Italia”

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L’alta finanza promuove il Movimento Cinque Stelle: Jim O’Neil, il ‘guru’ di Goldman Sachs che ha inventato l’acronimo ‘Bric’, dice di trovare “entusiasmante” l’esito elettorale italiano. Il Paese, spiega, ha “bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo è il “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”. O’Neill è ora presidente di Goldman Sachs Asset Management, l’unità dei fondi di Goldman, e a lungo è stato il capo economista della merchant bank di New York. Tra i suoi molti studi sull’economia globale, il più celebre è forse quello del 2001 in cui ha inventato appunto il nome ‘Bric’, identificando un unico fenomeno economico nei quattro giganti a crescita accelerata, Brasile, Russia, India, Cina.

Nulla è cambiato dal 1999 – O’Neil ha diffuso uno studio dal titolo ‘Riforme non vuol dire austerity’ dove si chiama evidentemente fuori dal coro dei mercati sui timori per l’incertezza post-elettorale in Italia. “Forse un po’ stranamente – scrive O’Neill delle elezioni in Italia – trovo il risultato abbastanza entusiasmante perché credo che un paese, il cui Pil sostanzialmente non è cambiato da quando l’Unione Monetaria è partita nel 1999, ha bisogno di cambiare qualcosa di importante. Forse questo risultato elettorale e il particolare fascino di massa del Movimento Cinque Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo?” “In secondo luogo, per le elite consolidate dell’Italia e fondamentalmente per gli altri ‘centri di potere’ dell’Europa, in particolare Berlino e Francoforte, penso che questi risultati siano molto vicini a un incubo”, aggiunge l’economista, mettendo in discussione lo “status quo” che mette al primo posto l’imperativo della riduzione del debito.

Riforme, con il beneplacito della Bce – In terzo luogo, sottolinea O’Neill, “il vero problema dell’Italia è l’assenza di crescita economica, che ha causato la crescita del debito, e non sono cioé gli stessi problemi degli altri paesi dell’Eurozona. La posizione di bilancio dell’Italia aggiustata ciclicamente è oggi in modesto surplus, che virtualmente è meglio di tutti gli altri paesi sviluppati – afferma -. Penso che restringere le politiche di bilancio di per sé, con un vago intento di riduzione del debito, non sia una strategia furba. L’Italia ha bisogno di riformare il proprio mercato produttivo e del lavoro, di sostenere la produttività nazionale e di riforme. Queste hanno bisogno anche del supporto della Germania e della Bce per restare nell’unione monetaria e, specialmente ora, di fermare una potenziale ulteriore escalation nella crescita dei rendimenti dei titoli di stato. In Italia le riforme non sono identificate con l’austerity, come gli elettori hanno appena mostrato”.

01 marzo 2013

Redazione Tiscali

Incollato da <http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/13/03/01/goldman-sachs-ok-grillo.html>

ATTENZIONE A GRILLO da leggere

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ATTENZIONE A GRILLO E AL MOVIMENTO 5 STELLE

di Antonio Bassi

I giovani sono il futuro. Quante volte avete sentito questa frase? Nel mondo dei sogni questo assunto puo’ essere vero, nella realta’ e’ solo una frase fatta. I giovani dovrebbero essere il futuro, ma non lo sono ne’ lo saranno, perche’ un manipolo di maiali a cui escono soldi dal sedere si e’ messo in testa di depredare definitivamente i popoli e i loro Stati dei resti della pseudo-sovranita’ e della pseudo-democrazia nate in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Perche’? Per avere ancora piu’ potere e controllo su una piu’ vasta area geografica: il mondo intero.

Stiamo vivendo la Terza Guerra Mondiale, perpetrata non con le armi ma attraverso la manipolazione dei mercati, il potere finanziario e la false flag della crisi, creata a tavolino, che offre pretesti per imporre agli stati scelte politiche che altrimenti sarebbero proibite dalle Costituzioni  e arraffare i beni e la proprieta’ del popolo. Sembra un film di James Bond ma purtroppo e’ la realta’. Per chi non e’ abituato a guardare oltre il proprio naso occorrera’ tempo e studio per verificare ed accettare questa tesi.

Una volta spazzati via i grandi regimi dittatoriali del XX secolo, li hanno rimpiazzati con la democrazia – la piu’ perfetta delle dittature se pilotata ad arte dalle persone sbagliate –  in cui il popolo e’ sovrano e sceglie, tramite il voto, i suoi rappresentanti che andranno a governare per il bene dei cittadini. Niente di piu’ falso. Gli stessi che ci hanno liberati dai tedeschi e dai russi ci hanno anche letteralmente privato di qualsiasi liberta’, ma in modo da farci credere che fossimo liberi e padroni del nostro destino. Come? Attraverso una democrazia pilotata dalla CIA e dalla NATO.

In democrazia la maggioranza vince, quindi e’ sufficiente assicurarsi che la maggioranza sia mentalmente succube della propaganda e quindi controllabile per avere il dominio sulla totalita’ della gente. A quel punto sta alla minoranza mentalmente libera aiutare chi non lo e’, a liberarsi. I pochi che hanno tentato di contrastare il potere dei nuovi coloni sono stati brutalmente ammazzati sotto gli occhi di tutti. Alcuni nomi: Enrico Mattei, Aldo Moro, Giovanni Falcone. Riguardo alla loro vita e morte violenta ci hanno raccontato storie incomplete o false, cosicche’ la gente non potesse arrivare mai alla verita’.  Li hanno praticamente cancellati dalla nostra memoria rimpiazzandoli con reality shows, talent shows, social networks, falsi profeti e marchingegni tecnologici.

Adesso, cari i miei giovani, siamo al capolinea. Con l’avvento dell’Unione Europea e dell’Euro, I maiali a cui escono soldi dal sedere stanno portando a compimento il piano che hanno architettato a nostra insaputa nel corso di mezzo secolo, forti della copertura dei politici corrotti o ricattati. Con i recenti Trattati che ogni paese della Comunita’ ha firmato, particolarmente con il Trattato di Lisbona e i recentissimi  Fiscal Compact e Meccanismo Europeo di Stabilita’, hanno mandato definitivamente in pensione la nostra Carta Costituzionale, che era gia’ di per se’ uno specchietto per le allodole. Non c’e’ speranza, non c’e’ messia di turno che ci togliera’ dai guai, non c’e’ sindacato che difendera’ i diritti dei lavoratori. Non c’e’ niente e nessuno a difenderci. Questa volta siamo soli. Completamente soli.

L’obbiettivo che sembra profilarsi all’orizzonte e’ l’abolizione della moneta cartacea e la sua sostituzione con un sistema elettronico controllabile. Per convincerci ad accettare una cosa simile, useranno pretesti apparentemente giusti. Ci mostreranno come, finche’ esistera’ il contante, sara’ impossibile tracciare le transazioni e applicare una efficace politica di lotta all’evasione fiscale.  In seguito all’approvazione della moneta elettronica, ci costringeranno ad usarla attraverso il ricatto. Niente sara’ piu’ acquistabile se non attraverso la moneta elettronica. Chi ha orecchie intenda.

Nei primi anni Novanta, un potere allora occulto ha fatto fuori in pochi mesi e con un colpo di spugna l’intera classe politica italiana, che aveva governato col benestare di quello stesso potere per decenni. Il 1992 e’ un anno molto importante, in quanto segna l’omicidio di Falcone, l’inizio di Mani Pulite – che ha spazzato via la vecchia classe dirigente con il pretesto di due spiccioli rubati – e lo sbarco nel porto di Civitavecchia del Britannia, il panfilo della Regina d’Inghilterra. Cosa c’entra il panfilo della Regina? C’entra parecchio e infatti nessun politico ne ha mai parlato negli anni a seguire e nessuno ne parla oggi. Sul Britannia e’ stata decisa la svendita delle aziende italiane in cambio di pane e cipolle, avvenuta grazie all’aiuto dei leader della nuova sinistra europea, nata dalle ceneri del Comunismo, tutti appartenenti ad organizzazioni di potere segrete quali il Bilderberg e la Trilateral Commission e infimi servi di Goldman Sachs.

I politici della nuova sinistra europea, nata delle ceneri del Partito Comunista, sono miracolosamente rimasti illesi nel processo di epurazione Mani Pulite ed hanno di fatto aperto le porte alle oligarchie del potere finanziario che ci hanno depredato della pseudo-sovranita’ politica e monetaria di cui godevamo fino al pensionamento della Lira.

Craxi cerco’ di lanciare un messaggio tra le righe nel suo famoso ultimo discorso in parlamento e nelle interviste rilasciate prima della sua caduta, avvertendoci che tutti coloro che facevano parte del sistema erano compromessi e che il Trattato di Maastricht andasse immediatamente rinegoziato, pena il limbo o l’inferno in cui sarebbe finita l’Italia nella nuova Unione Europea a venire. Ma certamente lui era un ladro, un bastardo, uno di cui non bisognava fidarsi, mentre il PDS era il partito dei buoni e della povera gente. Aveva ragione Craxi.

Per fortuna adesso e’ arrivato Grillo, il comico genovese di nome nobile (Grillo, appunto) che, partendo dal basso (ci credete?), ha miracolosamente scalato l’Everest fino ad arrivare in cima, facendo stranamente colpo sugli americani che lo hanno persino insignito di una copertina su Time Magazine. Goldman Sachs ha recentemente “benedetto” l’avvento del Movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio. Ma Grillo non doveva essere l’antagonista del potere finanziario?  Ha ricevuto attenzioni particolari persino dal Papa e da Tarcisio Bertone, cosa strana vista la natura del personaggio, apparentemente ostile a qualsiasi forma di organizzazione di potere che non origini dal basso. Grillo e il suo movimento, fondato insieme a Gianroberto Casaleggio tramite atto notarile, hanno raccolto una grossa percentuale di potenziali non votanti che si sarebbe sommata alla altrettanto grossa percentuale di effettivi non votanti.

Senza il Movimento 5 Stelle avremmo avuto un potenziale 50% di cittadini che si sarebbero astenuti dal voto, ed un conseguente potenziale inizio di problema per il sistema politico europeo, che non puo’ permettersi di avere un’Italia instabile sull’orlo della rivolta popolare.

Il Movimento 5 Stelle ha portato questi cittadini alle urne e ha permesso al sistema di andare avanti. Il Movimento 5 Stelle ha consentito alla “crisi” di andare avanti ed ha impedito agli Italiani di insorgere e reclamare indipendenza. Basta leggere il programma del Movimento 5 Stelle, dove di tutto si parla meno che dei veri problemi che ci stanno riducendo ad un paese del terzo mondo. Grillo ha cavalcato le false flags delle ruberie dei politici, dei rimborsi elettorali, degli stipendi dei parlamentari, delle energie rinnovabili e di altri temi in questo momento totalmente irrilevanti per l’Italia, per accaparrarsi l’attenzione di tutti quelli che, seppur ancora addormentati, si erano accorti quantomeno che la sinistra li aveva fregati e che, piu’ in generale, non esistono veramente una destra e una sinistra. Il tutto col benestare e il sostegno dello Zio Sam, con cui ha avuto un incontro segreto nel 2008, di cui ne’ lui ne’ i politici ne’ la stampa hanno mai parlato.

I problemi dell’Italia non sono i rimborsi ai partiti, gli stipendi dei parlamentari, gli inceneritori o la corruzione (propria di tutti i paesi avanzati, primi tra tutti gli USA): i nostri problemi sono l’EU, l’Euro e la NATO.

Il debito degli Italiani non e’ piu’ con il loro stesso governo nazionale (cioe’ con loro stessi), come era quando avevamo la moneta sovrana, ma con organismi esterni alla nostra Repubblica. Non prendiamo piu’ soldi in prestito dallo Stato ma dalla BCE, che emette la moneta, e dobbiamo ridarli tutti indietro attraverso il pareggio di bilancio. E’ come se un uomo mandasse avanti la sua famiglia non con i suoi soldi guadagnati lavorando ma con prestiti bancari ad interesse. Per ripagare il debito con la banca, una volta esauriti i soldi spesi in cibo, tasse, servizi e quant’altro, si dovra’ fare un altro prestito, il quale dovra’ anch’esso essere ripagato con gli interessi. E cosi’ via.

Grillo non affronta questi temi, pur urlando nelle piazze la frase “sovranita’”. Il nuovo messia, dall’alto della sua montagna di soldi, propone un referendum sull’euro, sapendo benissimo che in un paese come l’Italia, dove la maggioranza pensa che il MES sia una malattia o una sostanza stupefacente, pochissimi avrebbero il coraggio e la consapevolezza di votare per un ritorno alla moneta nazionale. Basterebbe un po’ di propaganda pro-euro e qualche minaccia di tracollo economico da parte del FMI o della BCE per farla fare sotto alla maggioranza degli italiani ignari. In Irlanda e’ andata esattamente cosi’. Con il referendum si sono definitivamente fregati con le loro stesse mani.

Nessuno parla dei veri problemi dell’Italia, nemmeno il prediletto di Goldman Sachs Beppe Grillo. Siamo nelle mani di sporchi, grassi e abbronzati servi del potere, che manipolano le nostre menti e portano avanti l’agenda delle oligarchie con lo scopo di impadronirsi di beni, servizi e territorio. Quello che una volta facevano con le armi, oggi lo fanno con artifici economici e politici, aiutati dai nostri rappresentanti che non meritano neppure l’appellativo di esseri umani.

La verita’ e’ che in Italia la liberta’ non c’e’ mai stata. Siamo sempre stati sudditi di qualcuno e non abbiamo ancora reclamato l’ indipendenza dai nostri padroni. Per questo mi rivolgo a voi, studenti e giovanissimi di tutta Italia: aprite gli occhi, cercate per un momento di essere obbiettivi e liberi da qualsiasi ideologia o forma di pensiero inculcata dalla propaganda. Leggete, informatevi, verificate le informazioni, analizzate e ragionate in modo critico su tutto e tutti. Non vi fate convincere da nessuno, soprattutto dai falsi profeti che parlano della e alla povera gente dall’alto di una montagna di soldi. Non vi fidate di chi cerchera’ di strumentalizzarvi. Fidatevi solo del vostro cervello e dei fatti. Qualcuno disse “l’albero buono si riconosce dai frutti”, per cui cercate prima i buoni frutti e troverete l’albero buono che li ha prodotti.

Voi siete il sale della terra, voi avete il potere di dire NO e di cambiare il corso della storia. Ricordate che noi siamo noi e “loro” sono loro. Le grandi rivoluzioni culturali del XX secolo sono partite da voi. Adesso abbiamo ancora una volta bisogno del vostro aiuto.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/giovani-attenzione-al-movimento-5-stelle.html

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grillo 2

L’Italia, apparentemente aperta e democratica.

Ma sotto una dittatura di sinistra statalista e giudiziaria che lavora per l’interesse  della globalizzazione. Il NWO diretto da illuminati che credono che il popolo bue non sia capace di autogovernarsi.

Per “caso” al suo vertice si trovano le più ricche famiglie del mondo che ricompensano i loro sudditi profumatamente con soldi e incarichi. Vedi Monti,  Bersani e  Grillo.

Questa di Grillo non ci voleva, ora sono in maggioranza. Povera Italia.

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Chi è Gianroberto Casaleggio, la mente dietro il Movimento 5 Stelle

Pubblicato il 08 mar 2013 da Andrea Signorelli

Un nerd, un appassionato di fantasy e fumetti, un simpatizzante delle teorie del complotto. Che da qualche anno a questa parte ha innescato una delle più importanti “rivoluzioni” politiche della storia recente d’Italia. Guru fidatissimo di Beppe Grillo che, come ormai stranoto, gli cura direttamente il blog, ha tenuto a battesimo il Movimento Cinque Stelle (di cui si considera co-fondatore, come ha scritto in una lettere al Corriere) e decide la strategia, non solo comunicativa e di internet, di Grillo e il suo Movimento. Ma come nasce tutto questo? E quali sono i rapporti tra il comico genovese e il guru della politica online?

Gianroberto Casaleggio, milanese, 58 anni, è un ex simpatizzante della Lega e di Bossi, che incontra Beppe Grillo al termine di un suo spettacolo. Il M5S non esiste ancora e all’epoca Grillo sfasciava i computer come rito iniziatico per i suoi spettacoli, nel 2004. I due si parlano, il comico capisce che in quest’uomo c’è del genio e nasce il blog di Beppe Grillo. Che – aperto nel 2005 – nel giro di poco tempo diventa uno dei siti internet più frequentati e influenti del mondo.

Grillo è ancora solo un ‘comico con spirito civico’, che ha però rapporti con chi nella politica c’è da tempo: Antonio Di Pietro. E’ proprio Grillo a consigliare all’ex pm di farsi curare il sito da Casaleggio, Tonino accetta e parte così la sua rinascita internettiana. Almeno fino al 2010. In questi anni infatti la popolarità di Grillo è alle stelle, è partita l’avventura politica e soprattutto Beppe sa che gran parte del merito di tutto ciò è da cercare in Gianroberto. E quindi lo vuole solo per sé. Ed ecco che Di Pietro e il guru della rete rescindono il contratto.

Ma perché Casaleggio ha un successo del genere nel fare comunicazione politica online? Beh, perché lui è sempre stato uno dei massimi esperti di marketing via internet, e nel momento in cui l’ha applicata in Italia si è trovato la strada spianata. Il massimo dell’innovazione fino ad allora era stato Berlusconi che aveva portato in politica il modello televisivo. Che roba anni ‘90. Racconta Pietro Orsatti su MicroMega.

Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg. Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio. Di cosa si occupava la Webegg? La Webegg Spa nel 2002 risulta essere «un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete», si tratta in quel momento del gruppo leader nel settore. Reti interne ed esterne, efficienza aziendale, internet, capacità di penetrazione dei prodotti sul mercato attraverso il web marketing e, per le pubbliche amministrazioni, sistemi di efficienza mirati all’e-governance. Insomma un grande giro di affari potenziale, ma forse una società nata in troppo anticipo sui tempi e infatti ben presto oggetto di veloci cambi di mano.

Una società controllata al 100% da Telecom Italia. Nel 2004 invece Casaleggio fonda la sua Casaleggio Associati: Strategie di Rete. E lavora per clienti come JPMorgan, PepsiCo, Marriot, American Financial Group, Bnp Paribas, Ibm, Best Western (come si legge sulla brochure del sito). Non male per uno che è co-fondatore di un movimento che ha nelle multinazionali, nelle lobby, ecc., ecc., alcuni dei suoi peggiori nemici, no?

Beppe Grillo aveva spiegato non molto tempo fa come Casaleggio fosse solo un tecnico dietro il sito. Ma a pensarla così, ormai, è rimasto solo il comico. Scrive Liuzzi sul Fatto Quotidiano:

E’ il segreto di Beppe Grillo. Se c’è una cosa che negli ultimi anni ha funzionato è stata quella di essere circondato anche lui da un cerchio magico. Che porta il nome di Gianroberto Casaleggio, uno dei massimi esperti di Internet in Italia, l’uomo che con la sua Casaleggio Associati ha inventato – praticamente a tavolino – il Movimento 5 Stelle. È lui che porta in palmo di mano i piemontesi del movimento, perché “conservatori”, e mal digerisce i bolognesi e fiorentini, a suo avviso “anagraficamente comunisti”. D’altronde quando non è Grillo nelle piazze è il blog che diventa la Carta del Movimento. Lì si sviluppano le idee. Chi ci sta è dentro, altrimenti prego andare. Casaleggio, l’uomo del dietro le quinte, il ghost writer che spesso esiste senza esserci. Chiama Grillo e capisce se è il caso. Se lo è riesce a imporre la sua, altrimenti aspetta.

Per non parlare della famosa telefonata tra Casaleggio e Pizzarotti, in cui il guru informatico impose al neo-sindaco di Parma di non prendere il nemico Tavolazzi alla sua corte (il problema di Tavolazzi fu aver posto la questione della democrazia interna al Movimento). In pratica, fondatore di una società di marketing informatico che lavora per multinazionali (e di cui un ex socio si dice faccia parte del gruppo Bilderberg), co-fondatore e probabilmente ideologo del Movimento Cinque Stelle, ombra di Grillo e uomo che impone le sue decisioni a sindaci legittimamente eletti.

E che oltre tutto ha una visione del futuro che manco Nostradamus: in questo videopubblicato sul sito della Casaleggio Associati si racconta come nel 2020 scoppierà la Terza Guerra Mondiale. Ma tranquilli, da tutto questo ne verrà solo del bene: nel 2051 un referendum sulla rete abolirà la pena di morte e nel 2054 si instaurerà la democrazia mondiale via internet. Per Casaleggio un sogno, per altri un incub Incollato da <http://www.polisblog.it/post/19939/chi-e-gianroberto-casaleggio-movimento-5-stelle&gt;

I tempi che cambiano

calci nel sedere

SALUTE ITALIA (con ricetta)-https://saragio.wordpress.com/2013/03/05/salute-italia-con-ricetta/

ONORE A HUGO CHAVEZ  saragio.blogspot.com/2013/03/onorehugochavez.html

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8 commenti on “GRILLO MIX”

  1. mcc43 ha detto:

    Caro Saragio, in questo post hai riassunto i tratti di Grillo che lo rendono più inquietante.

    1- l’interesse del’ambasciatore americano: inizia il copione-Libia, quando l’ambasciatore Cretze scrisse giudizi favorevoli su Jalill, due anni prima che iniziasse il disastro libico (e Jalil fosse poi accantonato come merita!)

    2- Soros…. quasi non occorre commentare, tutti sanno almeno dopo la trasmissione di Report. La cosa tranquillizzante è che nelle manifestazioni dei grillini , mai si sono visti i pugni neri di Octopor, ma i mezzi cambiano… come il colore delle rivoluzioni

    Certamente Grillo parla di problemi che esistono e invece di controbattere i partiti hanno alzato le spalle, ma è falso dire che si sta dalla parte della gente, nè destra nè sinistra. Quando tocchi un interesse incidi su un altro. Es, io esulto quando parla contro gli F35, ma nel momento in cui si dovesse bloccare l’acquisto bloccheremmo anche il lavoro di molti italiani. Non è cosa da improvvisare senza sapere l’impatto conseguente- E’ così che i partiti dovevano misurarsi con le sue sparate, invece di . invece di tacere o rincorrerlo o contro-insultarlo.

    Ma è NON colpa dei partiti se ancora una volta l’estero ci guarda come cavie da esperimento — Fu uguale quando il palazzinaro entrò in politica , se esiste il grillismo è perchè sono gli italiani condizionati storicamente al francia o spagna purchè se magna. Coscienza delle istituzioni zero, visione della complessità della società quando si portano avanti pur legittime richieste meno di zero, consapevolezza che la politica interna è soggetta a quella estera? Nebbia.
    Si va a votare senza che un partito abbia ritenuto necessario dire una parola sulle guerre in preparazione nel Medio Oriente.
    Sì Grillo ha detto no-missioni umanitarie, ma “che c’importa del Mali” non è una proposta politica ma cabaret. Ha taciuto su quel che rende obbligatorie le partecipazioni militari: l’essere dentro la Nato e asserviti allo strapotere USA. Affrontare i problemi dal fondo delle manifestazioni (il MUOS per esempio) è come afferrare il serpente dalla coda: ti morderà.

    Anche in Francia un comico si candidò alla Presidenza, non siamo i primi …., ma fu intelligente provocazione, lui sapeva di non doversi prendere sul serio:
    > Ho voluto divertire me stesso e gli altri in un periodo di così grande tristezza e gravità. La gente sarà delusa. E anch’io lo sono. Mi fermo perché non posso andare oltre. Signori politici di mestiere, ho messo il naso nel vostro buco di culo, non ho più interesse a lasciarvelo lì. Divertitevi senza di me».

    http://stefanofugazzi.wordpress.com/2013/02/24/da-coluche-a-grillo-quando-il-buffone-va-in-politica/

  2. mcc43 ha detto:

    come dice un commento in fondo all’articolo di lettera 43, il pericolo è sempre il culto della personalità. Frega sia i seguaci che gli oppositori.
    Stravolge perfino i dati delle elezioni perché la gente vota pro o contro i “personaggi” . Conosce gli slogan ripetuti , non va a leggere i programmi, poi viene la delusione, aumenta l’astensione, spunta un altro carismatico…. e via a ricominciare.

  3. tommaso ha detto:

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicur diverr un vostro fa accanito!

  4. […] (vedi: https://saragio.wordpress.com/2013/02/25/grillo-mix/ ) […]

  5. saragio ha detto:

    SOROS A GUARDIA DELLA POLITICA ESTERA DEL PD

    Di comidad (del 11/12/2014 @ 00:39:35, in Commentario 2014, linkato 167 volte)

    Quello che è stato definito lo “sfacelo secondo Matteo” ha segnato un’ulteriore tappa con il declassamento del debito italiano da parte dell’agenzia di rating “Standard&Poors”. Avrebbe potuto essere l’occasione per segnalare l’inattendibilità delle agenzie di rating e la loro funzionalità a pratiche illegali di aggiotaggio. Il governo Renzi ha accolto invece la retrocessione con un atteggiamento remissivo, sforzandosi di scorgere aspetti positivi nel giudizio dell’agenzia di rating, interpretato masochisticamente come uno “stimolo” sulla strada delle “riforme”, cioè dello sfacelo.
    Al contrario, il governo Renzi ha assunto pose più baldanzose nei confronti della cancelliera Merkel, la quale aveva accomunato Italia e Francia in una valutazione di insufficienza circa le “riforme” intraprese. Il fatto di trovarsi in compagnia della Francia, ha evidentemente conferito alla compagine renziana una sensazione di maggiore copertura, tanto da consentire qualche accento insolente. In realtà le dichiarazioni della Merkel fanno chiaramente comprendere che l’Italia era usata come mero elemento diversivo, e che l’argomento al centro del discorso era la questione dei rapporti tra Unione Europea e Russia in seguito al contenzioso sull’Ucraina.
    Chi favoleggia tanto di “Quarto Reich”, dovrebbe riscontrare che la sudditanza della cancelleria tedesca ai dettami di Washington non potrebbe essere più supina e servile. La Merkel si pone come garante della politica antirussa dell’Unione Europea, ridotta ad agenzia della NATO (ammesso che la UE sia mai stata altro). Il vero bersaglio delle dichiarazioni della Merkel era perciò il presidente francese Hollande, colpevole di un incontro a sorpresa con Putin. La cancelliera tedesca fa capire ad Hollande che le sue iniziative di distensione diplomatica e commerciale non avranno alcuno spazio. La stampa ufficiale italiana si è allineata scrupolosamente agli slogan della NATO, ridicolizzando l’iniziativa di Hollande e definendo Putin come un “dittatore”. Eppure Putin viene eletto oggi con gli stessi sistemi di quindici anni fa, solo che allora la politica estera russa era ritenuta confacente agli interessi “occidentali” (ovvero degli USA), tanto che allo stesso Putin veniva riconosciuto nientemeno che il titolo di “presidente”.
    Da una mezza calzetta come Hollande non ci si può certo aspettare la capacità di rovesciare l’attuale politica della UE, quindi quelle di Hollande sono soltanto deroghe e furbizie, attuate per salvare qualche interesse commerciale. Si tratta dello stesso tipo di deroghe e furbizie messe in atto da Enrico Letta verso la fine del suo governo. Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, vari accordi commerciali con la Russia furono avviati da Letta, cosa che, molto probabilmente, gli è costata la poltrona di Presidente del Consiglio. Letta ha così pagato l’unico, e timido, atto di autonomia del suo governo.
    Ma l’attacco pubblico più aspro e severo per quegli accordi di Letta con la Russia è venuto in parlamento da parte della deputata Chimenti, a nome del Movimento 5 Stelle. Si parla sin troppo dell’attuale crisi del M5S, e delle responsabilità a riguardo della gestione Grillo-Casaleggio. Secondo alcuni commentatori, una parte dell’elettorato sarebbe stata spaventata dal turbinio di dichiarazioni politicamente scorrette di Grillo. Ma, considerando la dichiarazione parlamentare della deputata Chimenti, ci si rende conto che le ambiguità del movimento sono più profonde, e derivano probabilmente dal problema opposto, cioè da una venerazione eccessiva dei feticci della vigente parodia del “politically correct”. Anzi, sembra persino di ascoltare la propaganda occidentalista di un esponente del Partito Radicale.
    Un’infiltrazione radicale nel M5S spiegherebbe forse il motivo per cui questa “forza di opposizione” non spinge nella direzione che sarebbe la più diretta ed efficace nel mettere in mostra le contraddizioni del governo, e cioè la politica estera. Denunciare la corruzione del ceto politico italiano, senza però segnalare il contesto colonialistico in cui tale corruzione si sviluppa, diventa solo un modo per fare autorazzismo, riconfermando così le basi ideologiche della sottomissione coloniale. Accade così che ci si scandalizzi per i rapporti del Partito Democratico di Roma con il “mafioso” Salvatore Buzzi, mentre non si fa caso a relazioni molto più significative.
    Del resto, solo gli idolatri della magistratura possono non considerare che certe inchieste giudiziarie svolgono oggettivamente la funzione di disboscare il terreno per prepararlo ad altre coltivazioni. Un malaffare espresso da un certo territorio, ed in esso radicato, può essere soppiantato da un malaffare di importazione coloniale. Casualmente, la nascita del governo Renzi è andata infatti a coincidere con l’ingresso del finanziere George Soros nella IGD, società immobiliare controllata dalla Lega delle Cooperative, come a dire la fonte primaria di approvvigionamento finanziario del PD. Renzi ha giurato da Presidente del Consiglio alla fine di febbraio, mentre l’annuncio che Soros era diventato il terzo azionista dell’IGD è arrivato ai primi di marzo. La coincidenza temporale è tale da escludere che si sia trattato di un semplice investimento da parte di questo finanziere, tanto celebrato sia per le sue iniziative “filantropiche”, sia per le “rivoluzioni colorate” che ha allestito nell’Est europeo in funzione antirussa.
    Tra filantropia e rivoluzioni colorate c’è peraltro un nesso evidente, dato che proprio le iniziative umanitarie hanno consentito a Soros di insinuarsi nei Paesi che poi ha destabilizzato. A causa di quest’opera meritoria in favore della “democrazia e dei diritti umani” (pseudonimi dei business delle multinazionali), Soros è diventato un “membro NATO” a tutti gli effetti, in posizione alla pari, o anche superiore, a quella di molti Stati. La fondazione privata a scopo filantropico di Soros – lo “Open Society Institute” – costituisce un’agenzia di politica estera a tutti gli effetti. Esiste – ed è ancora rintracciabile sul web – un documento della NATO del novembre 2000, che in parte riguarda proprio l’Ucraina, nel quale un privato come Soros appare con un ruolo addirittura preminente rispetto a quello della UE. Il segretario generale della NATO di allora, Robertson, ed il “filantropo” Soros discutevano della collaborazione passata e di altri eventuali “progetti congiunti” per il futuro. Poi abbiamo visto quali fossero questi progetti congiunti.


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