L’Italia ipocrita

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Estratto da il Cannocchiale link-Testo originale

Il Rais era chiaro con gli europei: “Io vi fermo l’immigrazione e voi mi date soldi, motovedette, armi, strade, ospedali …”. Le richieste di Gheddafi erano continue, sempre più esose, ed hanno raggiunto non solo il governo Berlusconi, ma anche quello di D’Alema, Prodi, Dini, Amato … Non c’è stato primo ministro italiano che non sia stato costretto a concedere (e cedere) al famelico beduino.

Diversamente Gheddafi ci minacciava con missili, atti terroristici e migrazioni massive. Chi ora grida all’orrore dovrebbe esaminare ben benino le proprie tasche, mani e portafogli. L’attenta analisi microscopica farebbe emergere tracce di petrolio libico frammisto a sangue di vittime del Rais: infatti in almeno una decina di settori strategici italiani sono entrati i capitali libici della famiglia Gheddafi.
Sinistre e centri indignati non devono dimenticare che i partiti del cosiddetto Arco Costituzionale erano tutti consapevoli della riunione fatta dai servizi al Grand Hotel di Abano, dove vennero pianificati gli aiuti al copo di stato del Colonnello Gheddafi.

Ruggiero Capone L’Opinione delle Libertà


NB
La prima bozza di accordo tra Italia e Libia è stata siglata nel 1998, durante il primo governo Prodi: è il cosiddetto Comunicato Congiunto. L’accordo prevede una serie di impegni per il governo italiano e la realizzazione di alcuni progetti in Libia da parte di una società a capitale misto. Gheddafi però vuole di più, l’accordo non viene ratificato dal Parlamento e si arriva alla conclusione che per placare le richieste libiche serva un “grande gesto”, un atto simbolico che eviti nuove minacce e chiuda la questione una volta per tutte.Il contenzioso si chiude una volta per tutte con il Trattato di Bengasi, siglato da Italia e Libia nel 2008 a Roma. È suddiviso in tre parti. La prima, quella sui principi generali, stabilisce alcune cose piuttosto importanti: per esempio l’impegno per Italia e Libia a “non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dell’altra Parte o a qualunque altra forma incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite”, l’impegno ad astenersi “da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta negli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra Parte, attenendosi allo spirito di buon vicinato”. In una situazione delicata come quella di questi giorni, queste clausole possono aver condizionato l’atteggiamento del governo italiano (che però ora considera “sospeso” il trattato).


>link-PD rivendica merito dell’accordo di Bengasi


Ahmadinejad
27 febbraio 2011
Prelevato assieme alla moglie dai Guardiani della rivoluzione islamica
E’ mistero sulla sorte del leader dell’opposizione iraniana, Mehdi Karrubi, e della moglie Fatima che, secondo il sito vicino all’opposizione iraniana ‘Sahamnews’ sarebbero stati prelevati dalla loro abitazioni da un gruppo di uomini in borghese, che appartengono ai Guardiani della rivoluzione islamica.La notizia non e’ stata ancora confermata dal sito dello stesso politico iraniano che da circa 15 giorni si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Teheran. Secondo ‘Sahamnews’ i due sarebbero stati portati in una non meglio precisata ‘localita’ dell’est dell’Iran’.


Guardiani della rivoluzione islamica
>Link Iran

Saragio Tatti 27 febbraio 21h00
Sarkozy: Non bisogna avere paura.
Malgrado il carattere autoritario, tutti gli stati hanno avuto relazioni economiche, diplomatiche e politiche con questi paesi, considerati difese contro il terrorismo e l’integralismo.
Ha aggiunto che i valori dei diritti dell’uomo trionferanno su tutte le rive del mediterraneo e una speciale attenzion…e va rivolta ai flussi migratori.


link-Ma a che serve l’Europa? Di Fabrizio de Pasquale.


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